Un attico di grande pregio, disposto su due livelli, collocato vicino al primo polmone verde della città di Bologna, i giardini Margherita.

Nell’intorno riconosciamo villini liberty, abitazioni novecentiste, dimore anni ‘20/‘30, tuttavia questo appartamento è all’interno di uno dei pochi edifici della zona interamente rivisti a inizio Duemila, con un prospetto classicheggiante ma evidentemente contemporaneo.

La sua planimetria, inscrivibile in una sagoma rettangolare, presenta una colonna distributiva verticale (scale comuni e scala privata interna) posta al centro della figura. L’ appartamento al piano d’accesso abbraccia la scala privata generando una C simmetrica mentre nel sottotetto si connette come volume autonomo.

In termini distributivi si è optato per mantenere le posizioni di cucina e bagni ove già erano presenti, rivedendo tuttavia la loro configurazione interna affinché risultassero più funzionali e dessero maggior spazio alle aree benessere. Nei bagni sono state realizzate tutte docce walk-in ed in un caso si è sperimentato un sistema di Macro che permette di avere in successione vasca e doccia mantenendo il piatto complanare al pavimento esterno.

Nei restanti ambienti, quelli con più ampiezza a disposizione, si è preferito un frazionamento, al fine di dare maggior spazio al contenimento e generare zone filtro rispetto alle aree di più ‘lunga permanenza’ e che per questo privilegiano l’apertura, la leggerezza e la luce.

L’ingresso, inizialmente connesso al soggiorno, è stato pensato come uno spazio con una propria identità e separato rispetto al living, nucleo distributivo autonomo, caratterizzato da un rivestimento in paglia a sagome irregolari in tono con il colore del pavimento.

Il soggiorno, le cui ampie aperture affacciano sul verde composto del terrazzo, alterna arredi contemporanei laccati (rosso Cina, blu cobalto) e con linee decise, a mobili realizzati in pietra o metallo, sottolineando le differenti texture e ponendo accento sulle molteplici matericità uniformate per cromia.

La cucina, in comunicazione con l’ingresso attraverso un ampio portale semi trasparente, è stata pensata per ricordare uno spazio lounge, una continuazione del soggiorno.
Colori scuri, pareti attrezzate opache che occultano utensili e stoviglie quasi fossero armadi, e infine due colonne che abbracciano una panca imbottita ed il suo tavolino tondo come se ci si trovasse in un bistrot parigino.

Particolare attenzione è stata data alla scelta del colore ed alla sua modalità di utilizzo.
Tutti gli ambienti hanno sfumature fra il grigio e il cioccolato che avvolgono pareti, soffitti e mobilio fisso, generando scatole monocrome in cui l’arredo principale ed identificativo della funzione dello spazio diventa protagonista per la sua texture/tessuto di rottura.

Anche l’esterno è stato oggetto di un accurato studio, poiché le terrazze della casa abbracciano l’appartamento di entrambi i livelli e fanno da cornice alle ampie vetrate definendo un filtro fra interno e paesaggio.
Il verde è composto ed essenziale, quasi bonsaizzato, posizionato frontalmente alle numerose finestre.
Il pavimento in teak si avvicina al tono del legno interno e si interrompe solo in prossimità dei parapetti in muratura, ove una fascia di ghiaia permette il passaggio nascosto dell’impiantistica di irrigazione e luce.

Infine l’arredo esterno, funzionale e personalizzato, ricorda l’arredo interno, ne richiama i materiali come il ferro, il legno e la pietra e porta l’ospite a sentirsi quasi all’interno dell’abitazione.